Il dolore…

Siamo spesso portati a credere – chi più, chi meno – che per superare una sofferenza, per far sì che una ferita si rimargini, ci sia bisogno di allontanarsene…di mettere distanza e anche del tempo tra sé e il dolore.

E invece tutta la mia vita mi insegna che è vero il contrario. Che per far rimarginare la ferita è necessario entrarci, farla sanguinare, ripulirla e disinfettarla, lasciarla sanguinare di nuovo e a volte addirittura provocarne volutamente la riapertura, far sì che formi la crosta, per poi accettare col sorriso che si riapra ancora, riprendere a pulirla e disinfettarla amorevolmente fino alla sua guarigione spontanea, in una coccola continua …guarigione che non avviene per il tempo che è passato, ma per il fatto che uno si sia preso cura della ferita, che uno le abbia permesso di essere ciò che è: ferita, appunto. Con tutta la sua dignità e ogni suo significato.

Niente di più, niente di meno. Senza spacciarla per altro o chiamarla diversamente.

E pur opponendoci e non volendolo fare in un primo momento…è solo osservando, leggendo (tra le righe e non), guardando attentamente, rivivendo attraverso nuove e vecchie immagini e parole (proprie e altrui), entrandoci a fondo e facendo entrare a fondo e sedimentare chi e ciò che ha causato il dolore che potremo superarlo e liberarcene. 

La guarigione della ferita (per quanto magari inconsapevolmente) avviene sempre in qualche modo per mano della stessa persona e situazione che l’ha causata.

Le nostre ferite devono sanguinare, spurgare, ripulirsi, eliminare tutti i corpi estranei, perché guariranno solo quando l’unica cosa che rimane è ciò che autenticamente ci appartiene, avendo rimosso ogni interferenza e germe altrui.

È la ferita stessa a guarire la ferita attraverso una sorta di processo omeopatico.

Pubblicato da

Cinzia Stucchi

che dire...sono una persona semplice e sensibile amo la vita ...adoro gli animali vivo con due cani, un bulldog inglese Zoe e un bulldog francese Bianca. Sono molto creativa, ho insegnato l'arte della decorazione in vari comuni e negozi, con grandi soddisfazioni, mi piace cucinare...sperimentare... disegno ...dipingo ...creo lampade oggettistica e vetrate con la tecnica tifany ...non ultima la fotografia...adoro creare oggetti decorativi da regalare e da inserire nella mia casa ...in poche parole di me direi...ho la mente aperta...Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza. Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza 😜 ...questa sono io

3 pensieri su “Il dolore…”

  1. concordo al 100% e se mi segui lo sai 😉
    quando lo stai vivendo è un’agonia, ma quando passa capisci quanto hai imparato, quanto sei cresciuta, quanto hai fatto con le tue gambe…..ti senti un pò una sopravvissuta… e hai imparato tantissimo ❤

    Piace a 1 persona

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